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In questi giorni sto leggendo
L'abito di piume di Banana Yoshimoto
Da vedere assolutamente
"Abbiamo solo fatto l'amore"
"A qualcuno piace caldo"
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"Colazione da Tiffany"
"Emma sono io"
"L'Ispettore Coliandro"
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"I soliti sospetti"
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"Notturno bus"
"Cento chiodi"
"Quando sei nato non puoi più nasconderti"
"Mio fratello è figlio unico"
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Ascolterei all'infinito
Contessa miseria di Carmen Consoli
Quello che dei 99 Posse
Magnolia dei Negrita
Se telefonando di Mina
Sono solo canzonette di Edoardo Bennato
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Secretly degli Skunk Anansie
What's up dei 4 no blondes
Il mio nemico, Aria e Cohiba di Daniele Silvestri
Live
Negrita, Fiesta, Roma 24 giugno 2005 *
Carmen Consoli, Palalottomatica, Roma 15 maggio 2006 *
Carmen Consoli, Auditorium Parco della Musica, Roma 20 luglio 2006 *
Madonna, Stadio Olimpico, Roma 6 agosto 2006 *
Carmen Consoli, Auditorium Parco della Musica, Roma 14 febbraio 2007 *
La Negra, Fonclea, Roma 18 febbraio 2007 * La Negra, The Place, Roma 25 maggio 2007 * Carmen Consoli, Auditorium Parco della Musica, Roma 27 luglio 2007 * La Negra, Invito alla lettura Roma 28 luglio 2007
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Una giornata decisamente lunga oggi. C'è stato il funerale di Lorenzo, le chiesa era piena, credo neanche la moglie si fosse mai accorta di quanto Lorenzo avesse fatto per la sua parrocchia, per il suo quartiere, per chiunque avesse incontrato anche solo poche volte. Lorenzo non si è mai vantato di quello che faceva, per lui aiutare, ascoltare, parlare era normale, da quando aveva il cane era riuscito anche a creare un gruppo di amanti degli animali che si occupava del parco dove portava la sua Rudy.
Una persona così aveva ancora un'infinità di cose da fare, da dire, da trasmettere.
Il suo "Buonasera signorina Valentina" con tanto di baciamano, seguito da un abbraccio, non ci sarà più. Non stava male, anzi si controllava, stava attento a quello che mangiava, lo prendevamo in giro perchè andava spesso dal medico, non era certo "vecchio", doveva vedere il figlio laurearsi, doveva aiutare ancora tante persone, doveva trascorrere ancora tante serate a fare casino con i miei e con gli altri amici con cui di solito si trovavano, doveva riprendere la moglie quando ci sgridava perchè siamo andati a vivere a "culolandia"...è dura da mandare giù. Un'amica dei miei mi ha detto oggi "Stai su, tu sei giovane, devi andare avanti", mi son guardata intorno, erano tutti lì, il gruppo di amici di sempre, e mi sono proprio resa conto di quanto alcuni di loro per me significhino "famiglia", volti che ricordo da sempre. Da quando sono piccola li ho visti ridere, litigare, piangere, giocare, suonare, alcuni si sono persi com'è naturale, ma mi ricordo di essere sempre stata con loro, gli altri figli crescendo smettevano di farsi coinvolgere in serate tutti insieme, e invece io ho sempre fatto di tutto per esserci.
Lorenzo e pochi altri però hanno da sempre un ruolo speciale, e non mi piace l'idea di andare avanti com'è normale che sia senza averli più accanto.
Ieri sera è morto un amico di mio padre, forse è meglio dire Amico, siamo tutti stravolti a casa, non si sentiva bene, ma non è voluto andare al pronto soccorso, e quell’idiota del medico non si è reso conto di quello che stava accadendo, ma certo che per telefono c’è poco da capire.
Ancora non ci credo, non me la spiego una cosa del genere.
Di solito si sentono i commenti in questi casi “era una così brava persona” che lasciano sempre il tempo che trovano, Lorenzo lo era, era un uomo di fede, faceva il catechista, si faceva in 4 pur di aiutare qualcuno, magari trovava anche solo una battuta da fare se ti vedeva un po’ giù. Era un po’ il jolly della situazione, sempre pronto a scherzare, ma di una serietà infinita, profonda e sincera nei momenti particolari. Una persona d’oro, Non l’ho mai visto realmente arrabbiato con qualcuno, ha sempre cercato di dare una spiegazione al perché delle azioni di chiunque. La sua fede lo aiutava ad andare avanti, nonostante una moglie completamente atea che però ha sempre rispettato questo suo impegno. Ma non l’ho mai sentito fare proseliti per richiamare a se le anime perse, aveva un rispetto profondo del pensiero altrui, gli piaceva parlare con gli altri. Chiamava dopo mesi a casa ed era come averlo sentito il giorno prima, a casa ci passavamo la cornetta a turno, dopo almeno ¼ d’ora buono.
Ripenso solo alla sua voce squillante, agli occhi da ragazzino dispettoso, ma allo stesso tempo il suo sguardo era rassicurante. Era più di un anno che non lo vedevo, mi rimproverava di non essere ancora andata da loro a vedere la coniglia nana e la cagnolina che avevano preso, però ci scambiavamo per telefono le informazioni riguardo i pelosi di casa. E non ho fatto in tempo a salutarlo.
Ho sempre avuto un rapporto particolare con alcuni amici dei miei, certi ancora adesso li chiamo “Zio”, ho passato molto più tempo con loro che con i miei parenti veri.
Con Lorenzo e pochi altri c’era un appuntamento più o meno fisso: il 26 dicembre, certe volte anche già il 25 sera. Era un modo per riprendersi dalle giornate col parentame, non vedevo l’ora. Ore di svago, di divertimento puro, dopo giornate interminabili trascorse con persone di cui in realtà non sai nulla, che incontri giusto per le feste comandate.
E’ difficile, direi impossibile, seguire la fede in certi momenti.