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Manifestazione Per La Libertà Di Stampa, sabato 19 settembre 2009 a Roma
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Ortolano

Ortolano dal: September 02, 2008
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dal sito della federazione nazionale della stampa italiana... accorrete numerosi! Lo so, ormai ci credo poco pure io a queste manifestazioni, ma bisogna fare atto di presenza e testimonianza perchè ormai altro che repubblica delle banane...
Sabato 19 settembre 2009 manifestazione a Roma a Piazza del Popolo per la libertà di stampa: "No all'informazione al guinzaglio"
“L’iniziativa per la libertà d’informazione, promossa dalla Federazione Nazionale della Stampa, si svolgerà sabato 19 settembre a Roma in Piazza del Popolo a partire dalle ore 16. Un Blog per la manifestazione: documenti, interviste, dichiarazioni, tutto il dibattito prima dell'appuntamento. (http://fnsi-libera-informazione.blogspot.com/) La Fnsi rivolge un appello a tutte le forze sociali, sindacali, associative e a tutte le cittadine e i cittadini, affinché senza distinzione di parte o di schieramento, vogliano raccogliere questo invito e partecipare a questa grande iniziativa. La manifestazione si propone, in primo luogo, di rafforzare e di tutelare i valori racchiusi nell’articolo 21 della Costituzione e il diritto inalienabile di ogni cittadino alla conoscenza, alla informazione completa e plurale e alla comunicazione, che per essere tale non può subire forma alcuna di bavaglio.”
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Mi ha battuta sul tempo, volevo segnalare io la manifestazione. Viste le vicende degli ultimi giorni, ultima cosa scandalosa la cancellazione della puntata di Ballarò per permettere una maga puntatone di propaganda schifosa per la consegna delle case in Abruzzo, come ai tempi del Duce, tutti, ma proprio tutti devono scendere in piazza sabato! Ieri sera ho dato uno sguardo al TG di Rai 1, quello delle 20.30, il più seguito, dopo un'infinità di tempo che non lo facevo...credo che mai più mi fermerò sul quella mezz'ora di disinformazione e propaganda...servizio sul naso assicurato di un annusatore di formaggi in Inghilterra, con tanto di collegamento con il corrispondente, servizio sulla famiglia con 9 figli, poveri ma felici, sport, mille ore di sport... mettevo il soggiorno al buio e mi sembrava di guardare un filmato dell'istituto luce... :sick:
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"...non è vero che l'orgoglio serve per cucire pezzi di dolore..." ------------------------------------------- "...fra spirito e cuore c'è un'enorme differenza: il primo se lo perdi lo ritrovi, l'altro no!..." ------------------------------------------- "Se l'invidia fosse febbre, tutto il mondo ce l'avrebbe" da "La Febbre" ------------------------------------------------- "Accadono cose che sono come domande, passa un minuto oppure anni, e poi la vita risponde." Alessandro Baricco
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Curzio Maltese su La Repubblica in merito alla trasmissione di Vespa ieri :sick: Sempre peggio. C'è chi è ottimista, chi vede i movimenti di Fini come cosa positiva, pur dando le capocciate al muro perché per togliercelo di torno dobbiamo confidare in un uomo di destra che è al governo con lui da anni, che è al governo grazie a lui... io non sono affatto ottimista. Neanche un po'.
E ricordatevi di firmare l'appello de La Repubblica
L'attacco a "Repubblica", di cui la citazione in giudizio per diffamazione è solo l'ultimo episodio, è interpretabile soltanto come un tentativo di ridurre al silenzio la libera stampa, di anestetizzare l'opinione pubblica, di isolarci dalla circolazione internazionale delle informazioni, in definitiva di fare del nostro Paese un'eccezione della democrazia. Le domande poste al Presidente del Consiglio sono domande vere, che hanno suscitato interesse non solo in Italia ma nella stampa di tutto il mondo. Se le si considera "retoriche", perché suggerirebbero risposte non gradite a colui al quale sono rivolte, c'è un solo, facile, modo per smontarle: non tacitare chi le fa, ma rispondere.
Invece, si batte la strada dell'intimidazione di chi esercita il diritto-dovere di "cercare, ricevere e diffondere con qualsiasi mezzo di espressione, senza considerazioni di frontiere, le informazioni e le idee", come vuole la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo del 1948, approvata dal consesso delle Nazioni quando era vivo il ricordo della degenerazione dell'informazione in propaganda, sotto i regimi illiberali e antidemocratici del secolo scorso.
Stupisce e preoccupa che queste iniziative non siano non solo stigmatizzate concordemente, ma nemmeno riferite, dagli organi d'informazione e che vi siano giuristi disposti a dare loro forma giuridica, senza considerare il danno che ne viene alla stessa serietà e credibilità del diritto.
Franco Cordero Stefano Rodotà Gustavo Zagrebelsky
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Spikkietta cara, almeno su questa materia lasciami la possibilità di anticiparti!!! :P Intato sei militari sono morti a Kabul in un attentato e per questo la manifestazione è stata annullata e rimandata a data da destinarsi. Speriamo bene e che passato il momento questa iniziativa non cada nel dimenticatoio, soprattutto perchè la situazione della non libertà della stampa nel nostro bel Paese è davvero più che allarmante. Di seguito il comunicato della Fnsi che informa del cambio di programma.
Strage di militari italiani in Afghanistan: la Fnsi rinvia la manifestazione prevista per sabato 19 settembre a Roma, in Piazza del Popolo 17/09/2009 “Con profondo rispetto verso i caduti, nell’espressione di un’autentica, permanente volontà di pace quale condizione indispensabile di una informazione libera e pluralecapace di rappresentare degnamente i valori della convivenza civile, la Federazione Nazionale della Stampa Italiana, ha deciso, d’intesa con le altre organizzazioni aderenti (Cgil, Acli, Arci, Art. 21, Libertà e Giustizia e numerose associazioni sindacali, sociali e culturali), di rinviare ad altra data la manifestazione per la libertà di stampa programmata a Roma per sabato prossimo. In un momento tragico come questo ci stringiamo attoniti accanto ai nostri morti in Afghanistan. Sono mortidell’Italia che paga oggi un pesante tributo nella frontiera della sicurezza internazionale e della lotta al terrorismo. Il nostro rispettoso pensiero va subito ai soldati caduti, alle loro famiglie,alle Forze Armate che, in un Paese martoriato, rappresentano la nostra comunità in ossequio a risoluzioni dell’Onu, in una complicata ricerca di una via di uscita dell’Afghanistan dal terrore verso la democrazia. I giornalisti, che hanno pagato alti prezzi di sangue per il diritto-dovere di informarecompiutamente i cittadini su dolorose vicende belliche e del terrorismo in ogni parte del mondo, rinnovando la solidarietà e il cordoglio nei confronti di tutti i caduti e delle loro famiglie, riconfermano l’impegno permanente per un’ informazione che dia sempre voce alle ansie, alle speranze, alle idee di tutti.”
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Proprio sul sito della Federazione ho letto che la manifestazione è stata posticipata al 3 ottobre, restano invariati luogo e orario d'inizio.
Posso dire che non sono d'accordo con questo slittamento? Non si trattava di andare tutti a ballare in discoteca e a sbronzarsi. Massimo rispetto per i ragazzi morti, che non riesco a chiamare eroi, ma li conto fra le innumerevoli vittime sul lavoro. Massimo rispetto per loro, le loro famiglie, i loro colleghi che sono lì sempre con più paura, perché come ho sentito oggi alla radio direttamente dalla voce di un generale o simile, non ricordo il grado, lì ora non sono in missione di pace. Anzi, quei poveretti non sanno neanche più in che tipo di missione sono perché una volta che sono partiti sono cambiate le condizioni socio-politiche del luogo, e sono stati modificati i loro piani, senza che però fossero preparati a questo, e senza, ancora adesso che sia ben chiaro il loro ruolo. Ripeto, massimo rispetto, ma non riesco a capire perché deve slittare una manifestazione così importante, visto quello che sta accadendo in Italia in questo momento. Avere un'informazione libera vuol dire anche sapere perché abbiamo militari sparpagliati nel mondo a farsi ammazzare con la scusa di portare la democrazia. Molto interessante al riguardo l'ultimo intervento di Vittorio Zucconi sul suo Blog
| QUOTE | | Eserciti nemici possono essere sconfitti e se in Afghanistan siamo andati per fare la guerra, facciamola, indviduiamo le forze nemiche, affrontiamole e distruggiamole, se ne siamo capaci. I regimi possono essere rovesciati con la forza. Le loro armate possono essere annientate. Ma le democrazia non puo’ essere esportata come un’automobile o una cassa di magliette che comunque non saranno vendute se non troveranno i clienti disposti ad acquistarle. |
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